Reviews

La Femme et le Pantin
…accompagnement musical concu par Marco Dalpane, qui en épouse parfaitement le rythme et le style, est la meilleure et la plus fidèle transposition de l’oeuvre de Pierre Louys.
(Le Monde)

Lulu
Marco Dalpane e Ugo Mantiglia hanno eseguito la partitura originale del film con sincronismo, contrappunto impeccabile alle sequenze in bianco e nero.
(La Nuova Ferrara)

Lulu
E Cannes rimase senza parole… Sul filo della raffinata partitura di Marco Dalpane accoglienza entusiastica nella kermesse francese.
(Il Resto del Carlino)

The Matinée Idol
…il piccolo capolavoro nascosto, egregiamente accompagnato dal vivo dal complesso Musica nel buio.
(Corriere della Sera)

The Matinée Idol
…partitura tonica, effervescente e di vera intelligenza cinematografica capace di cogliere il registro esatto del film
(Il Resto del Carlino)

He Who Gests Slapped
…il film di Sjostrom è stato presentato con un ottimo accompagnamento musicale composto da Marco Dalpane
(Alberto Crespi, L’Unità)

Maciste all’Inferno
…jazz sophistiqué et référentiel, souvent souriant… Désarroi assuré et, selon l’humeur du moment, fou rire ou intense émotion d’esthète.
(Dernières Nouvelles d’Alsace)

Maciste all’Inferno
Tanta gente in Piazza Municipale per il primo appuntamento della rassegna Il Grande Cinema. Applausi per la band che ha accompagnato le immagini mute.
(La Nuova Ferrara)

Maciste all’Inferno
La magie de cette projection tenait en gran partie à la prèsence des musiciens sous l’écran. La musique à été écrite par Marco Dalpane lui –meme specialment pour le film. Rythmes et envoléès ont totalment hypnotisé l’auditoire.
(La Gazzetta, Annecy Cinema Italien 2005)

Le Mariage de Mademoiselle Beulemans
Il primo film della serata è una commedia di Duvivier (con un tentativo più che sottolineato di sdoganamento dell’autore, con tanto di beneplacito renoiriano) tratta da una pièce teatrale di grande successo che prendeva bonariamente in giro le abitudini e il dialetto dei belgi. Come trasporre una cosa simile sulla pellicola muta? Il regista di Pepé le moko e Don Camillo ha molte buone intuizioni, come quella di utilizzare, oltre alle solite didascalie, alcune dipinte con tratti infantili e disegni caricaturali, con risultati esilaranti.Ritmo di precisione millimetrica e un fine che più lieto non si può: davvero bello. Splendido restauro della Cinémathèque Française e grande il lavoro di Marco Dalpane sulla partitura, eseguita ieri sera da una ensemble di 8 elementi.(Memorie di un Giovane Cinefilo, website)

Metropolis
…soprattutto il talento di un pianista (Marco Dalpane, grazie) che, come se il tempo non fosse passato, ti accompagna per un paio d’ore e più – a tratti ti tiene sveglio, a tratti ti scuote, e profondamente.
(Clarence/The Rosebud Blog, website)

Rapsodia Satanica
Movie classic from Italy transports fans back in time. Whoever said that the silent era of films is long gone and will never be experienced again needs to catch gruppo Dalpane’s Musica nel buio.
(The Korea Times)

Rapsodia Satanica
Whoever said that the silent era of films is long gone and will never be experienced again needs to catch Gruppo Dalpane’s Musica nel Buio (Music in the Dark).
That night at the Cinematheque in the Nagwon Arcade next to Insa-dong, Gruppo Dalpane enchanted everyone with a piano and keyboard recital accompanying the 1917 Italian movie classic Rapsodia Satanica (Satanic Rhapsody) directed by Nino Oxilia.
The almost 200 people in attendance from all different age groups got a chance to see an age-old art reappear.
All in all, the evening was a pleasant trip down memory lane while at the same time enjoying an age-old art thought lost.
(The Korea Herald)

Die Bergkatze
Molto bello il film e assai appropriata la Sua musica.
Lei ha trovato un buon equilibrio tra quello che poteva essere una composizione dell’epoca e gli elementi che fanno capire che invece si tratta di un intervento a distanza di anni.
Ho apprezzato la carica ironica che domina il concetto generale, la freschezza dei temi, il loro impiego drammaturgico e molte finezze. La strumentazione trasparente e contrastata al suo interno aiuta ad imporre efficacemente la musica all’ascolto.
In questi casi il pericolo è quello della ripetitività e di stancare sulla lunghezza (il film è piuttosto lungo infatti). Devo dire invece che il problema è stato egregiamente superato.
Ciò che apprezzo maggiormente nell’operazione è il rispetto con cui Lei ha affrontato l’integrazione della musica al film (rispetto dell’epoca, del genere, dello stile), possibile solo da parte di chi ha “umilmente” approfondito il problema calandosi “artigianalmente” nella problematica.
Purtroppo questo atteggiamento non è di tutti. Spesso ci troviamo confrontati a risultati velleitari, poiché i compositori d’oggi affrontano il compito con altezzosità.
Sono convinto che, per produrre buoni risultati in questo campo, sia importante calarsi nell’atmosfera del periodo, nello stile del tempo, ecc. non per riprodurlo passivamente ma proprio per potersi muovere con agio a quel livello: solo dopo questo processo di assimilazione viene l’originalità (non sovrapponendola dall’esterno come un livello distinto e estraneo).
(Carlo Piccardi, comunicazione privata)

Lulu
Applausi per i musicisti Dalpane e Aste… A tutto questo la musica dal vivo è riuscita a dare un’eco ancora più emozionale per gli spettatori. Musiche sapientemente realizzare dal maestro Dalpane che da anni collabora con la Cineteca bolognese componendo colonne sonore elaborate e perfettamente speculari alle immagini in movimento. (Il Domani Calabria)

Die Bergkatze
Partitura di grande qualità, tecnicamente impeccabile. Efficace l’impiego di un accompagnamento ironico capace di sottolineare l’umore della pellicola.
(motivazione della giuria in occasione del conferimento del Primo premio al Concorso 4FilmFestival – RIMUSICAZIONI, Bolzano 2006)

Die Bergkatze
L’edizione in dvd di Lo scoiattolo, Die Bergkatze è perfetta. Immagini chiarissime, nessun graffio, cartelli in tedesco con sottotitoli italiani. Non ci sono extra ma quel che c’è, cioè il film, basta e avanza. La copia è stata restaurata a cura della Friederich Wilhelm Murnau Stiftung nel laboratorio “L’immagine ritrovata” della Cineteca di Bologna.
La colonna musicale è di Marco Dalpane. L’edizione italiana della Ermitage di Bologna. C’è da augurarsi che altri film classici e poco noti, restaurati con tutti i crismi filologici e tecnici come questo, riescano a trovare la maniera di uscire anche in Italia (se no, li cercheremo altrove).
(Bruno Fornara, Cineforum)

La Femme et le Pantin
Dalpane al buio seduce la bella Conchita.
Un lungo applauso ha accompagnato, al Melotti di Rovereto, La Femme et le Pantin…
La ragione del successo della proiezione è dovuta in buona parte anche alla presenza della musica dal vivo, ad opera del gruppo Musica nel buio di Marco Dalpane, tra i massimi esperti della letteratura musicale per il cinema.
Sette strumentisti ad eseguire la partitura strumentata dal compositore bolognese, in invenzioni assai centrate, in simbiosi con il montaggio dinamico della pellicola, i suoi continui scarti, il suo ritmo sostenuto che, ad onta delle due ore abbondanti, scorre splendidamente. Ritmi di danza, connaturati alla natura della piccola seduttrice, in gran parte appoggiati alla bravura del primo violino, in un insieme ben dosato in pieni e vuoti con il quartetto d’archi, l’oboe, il clarinetto e il pianoforte.
(L’Adige)

Ho visto i suoi DVD e me li sono goduti. Per le immagini e per il sonoro. Per la sua sonorizzazione sapiente.
Avevo già visto Lo Scoiattolo e saputo ascoltare le fresche e maliziose soluzioni musicali; gli altri o erano lontane reminescenze da cineclub o non li conoscevo (Maciste: mai visto prima).
Di tutti ho apprezzato le signore soluzioni musicali.
…Mi congratulo davvero, sono operazioni di alto livello e di complessa struttura, lavoro di un musicista di tutto rispetto.
(Ermanno Comuzio, comunicazione privata)

Die Bergkatze, Fraulein Else, Maciste all’Inferno
Non è facile il mestiere di musicista che sonorizza i film muti…
Un compositore che risolve la questione nutrendo la tradizione con una moderna sensibilità è Marco Dalpane…
Di lui sono le musiche di Lo scoiattolo di Lubitsch, di cui si è parlato nel numero 458 di “Cineforum”. Tale film si presta bene alla bisogna di un musicista ricco di verve e sapere mimetico. Quei trombettieri buffi di un potentato da operetta, quei comandanti tronfi, quei guerrieri male in arnese suggeriscono giustamente fanfarette e marcette decisamente parodiche, assai divertenti. Senza dire delle esecuzioni musicali presenti nella vicenda, come quelle dell’assurda orchestra da ballo guidata da un direttore tarantolato. Lo stile? Si va da certi passaggi che descrivono gli scalcinati banditi della montagna (scalette, percussioni, legni) con un sapore scanzonato di tipo strawinskiano, a strofette alla Hans Eisler che ricordano la gebrauchmusik, a citazione scherzose di Offenbach, di Elgar, di Liszt. Anche gli archi dei momenti sentimentali e patetici fanno l’occhio languido per ridere. Dalpane lavora bene con i piccoli complessi. Nel caso di Lo Scoiattolo si tratta dell’ensemble “Musica nel buio”; in quello di Fraulein Else (1928) di Paul Czinner è all’opera l’ensemble “Kontraste”: qui si rileva la presenza di molti sincroni interessanti e l’uso di una musica salottiera e mondana anche nei momenti drammatici, secondando così il discorso di Czinner, attento all’atmosfera e all’ambiente più che ai singoli accadimenti. Ma in certi momenti forti tale tipo di musica si fa sdrucciolevole, sghemba, non più tanto legata ai nodi tonali. E nel finale alla musica di un’ orchestrina di un albergo, teatro della soluzione tragica dell’azione…si sovrappone un commento vero e proprio, di tutt’altra pasta, che mostra cosa c’è veramente sotto l’apparenza festaiola, un’Austria infelix.
Un altro risultato felice è la musica per Maciste all’Inferno con divertenti ostinati ritmici e accordi solenni – soprattutto nel pianoforte usato in modo percussivo – nonché le marcette e i ritmi “anni Venti” in salsa moderna, con un accompagnamento vicino a quelli di un rock “per famiglie”.
Molti altri sono i risultati orchestrali del M°. Dalpane, per film notissimi (La caduta di casa Usher, Il vaso di Pandora, Prix de beauté, Nosferatu, L’uomo con la macchina da presa, Il diario di una donna perduta, La via senza gioia) e per altri meno noti (per esempio, Harakiri di Lang, 1919; Ydische Glikn di Granowskij, 1925; Le mariage de mademoiselle Beulemans di Duvivier, 1927; The Matinée Idol di Capra, 1928).
Un buon lavoro a gloria di un cinema cosiddetto muto, che al sonoro d’altronde aveva sempre agognato.
(Ermanno Comuzio, Cineforum n. 461)