Maciste all’inferno

Guido Brignone (Italia, 1926)

“Uno dei miei primi ricordi è Maciste all’Inferno. Mi pare persino che sia il mio primo ricordo in assoluto. Ero molto piccolo. Mi ricordo questo saloncino buio, fumoso, con quest’odore pungente e, sullo schermo giallastro un omaccione con una pelle di capra che gli cingeva i fianchi, molto potente di spalle, con gli occhi bistrati, le fiamme che lo lambivano intorno, e davanti a lui delle donne anche loro bistratissime, con ciglia a ventaglio, che lo guardavano con occhi fiammeggianti.”
“Quale è stato il primo film che ho visto? Ne conservo un ricordo molto preciso la cui immagine mi è rimasta impressa nella memoria al punto da cercare di riprodurla in tutti i miei film. Si chiamava Maciste all’Inferno.”
Era il 1926. Oggi è quasi impossibile parlare del film di Brignone senza citare questi ricordi di Fellini. E a ragione, il Maestro, in diversi articoli e interviste, ne ha fatto in qualche modo il protagonista di una “scena originaria” del suo inconscio cinematografico.

In Maciste all’Inferno, – “testimonianza geniale del nostro cinema classico”, dice il testo di presentazione del film all’ inizio degli anni ’40 – Maciste, il “gigante buono”, è il protagonista di un’ avventura in cui fantasia e realtà si mescolano in un equilibrio perfetto. Precipitato agli inferi, Maciste, vittima di una trappola diabolica, entra nel regno dei condannati facendo sentire ai demoni tutto il peso della sua forza nel prendere le parti di Plutone contro il ribelle Barbariccia. La preghiera di Natale di un bambino farà ritornare Maciste sulla terra. Questa avventura, dove il grottesco contrasta l’umano, termina dunque con la vittoria del bene sul male.

Due film coesistono e si incrociano nel Maciste all’Inferno di Brignone. Il primo, che si svolge sulla terra, è piuttosto convenzionale nel suo sviluppo drammatico: Maciste (Bartolomeo Pagano) è un contadino virtuoso che prende le difese di Graziella (Paline Polaire), una vicina che ha ceduto a un seduttore.

Un secondo film racconta l’avventura di Maciste agli inferi, dove è precipitato, vittima di una trappola di Barbaroccia. La grande esuberanza di questo film fa presto dimenticare il primo.
Nelle fiammeggianti scenografie di cartapesta di Segundo de Chomon, mago degli “effetti speciali” dell’epoca, si trovano riferimenti all’iconografia del teatro di varietà e alle illustrazioni di Gustave Doré, l’illustratore più riconosciuto e popolare della Divina Commedia.
A questa parodia letteraria si uniscono le più fantastiche variazioni su un repertorio che trova le sue origini nel cinema di George Méliès. Non solamente il clima è quello di certe parodie mitologiche di Méliès, ma i trucchi tipici di Méliès sono reinterpretati in modo intelligente da Segundo de Chomon, come il diavolo decapitato da un ceffone di Maciste che riagguanta la sua testa e la rimette a posto prima di risistemarla sulle spalle.

Maciste all’Inferno sembra essere una risposta italiana dell’epoca al cinema nordico e ai suoi tentativi visionari e mistici. Nel 1926, il film di Brignone si presenta come la proposta di un cinema fantastico con profonde radici nella tradizione mediterranea, nutrito di fantasie carnevalesche, di attaccamento alla terra e di buoni sentimenti. Al dramma metafisico e simbolista – tentativo peraltro presente nel cinema italiano – è preferito un abile dosaggio di “politica del melodramma” e di “ragione comica”.

Una curiosità: lo spettatore attento osserverà che il fiato dei personaggi che parlano si condensa. Questo particolare, davvero poco plausibile nel clima ardente dell’inferno e che potrebbe passare inosservato nella profusione di fumi e vapori sulfurei, si spiega con la temperatura glaciale presente a Torino nel periodo delle riprese.

Accompagnamento musicale
(cl, trb, trbn, vl, vla, basso el., batt, synth, pf)

Prima versione
Produzione: Cineteca del Comune di Bologna
Prima esecuzione: 06/11/1992, Valencia (Spagna), Musicos ante la pantalla

Seconda versione
Produzione: Università di Bologna
Prima esecuzione: Sala Mascarella (Bologna) 12/11/1999

Altre proiezioni con accompagnamento musicale
06/11/1992, Valencia (Spagna), Musicos ante la pantalla
20/11/1994, Bruxelles (Belgio), Belga Jazz Festival
05/08/1995, Rimini, Sagra Musicale Malatestiana
07/08/1995, Modena, Cinema 100
15/08/1995, Sesto Fiorentino (Firenze), Cinema 100
28/09/1995, Strasburgo (Francia), Musica
17/10/1995, Mantova, Rue Lumière 1895-1995
16/12/1995, Lendinara (Rovigo), Cineforum
30/12/1995, Parma, Teatro Cinghio
21/02/1996, Potenza, Cinemacento
11/03/1996, Firenze,Cinema Alfieri Atelier
09/05/1996, Parma,Colonna sonora. La musica nel cinema
29/07/1996, Milano, Ombre Sonore
18/07/2001, Bologna, Sotto le stelle del cinema
25/08/2001, Berna (Svizzera), Reitschule
30/06/2002, Cesena, I suoni del tempo
09/07/2002, Bologna, Sotto le stelle del cinema
29/07/2002, Corigliano Calabro, Cinemare
11/11/2003, Trento, Festival Musica ‘900
24/07/2003, Sassuolo, Musica+Immagine
25/07/2003, Cesano Boscone, La musica nel film e intorno
28/06/2004, Pordenone, Al cinema con l’orchestra
16/11/2004, Cinema Lumière, Cineteca di Bologna
14/07/2005, Rimini, Fellini Estate
17/07/2005, Lugano (Svizzera), Lugano Estate
05/09/2005, Ferrara, Il grande cinema
27/09/2005, Annecy (Francia), Annecy Cinema Italien 23e édition

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